ACAD

-Associazione Contro gli Abusi in Divisa – ONLUS –

COMUNICATO DEGLI STUDENTI DEL LICEO JACOPO SANNAZARO DI NAPOLI

Nell’ambito della “settimana dello studente”, il Collettivo Autonomo Sannazaro ha organizzato conferenze su diversi temi legati alla cultura e la democrazia . L’unica conferenza non autorizzata dalla preside è stata quella che vedeva ospiti gli avvocati di A.C.A.D.(Associazione Contro gli Abusi in Divisa) e la famiglia di Davide Bifolco .
Pacificamente gli studenti e il collettivo hanno dato lo stesso la possibilità di svolgere la conferenza e il dibattito , considerato essenziale e alla pari con altre tematiche trattate.
Nel pieno svolgimento dell’attività , con una grande partecipazione di studenti e con i dovuti chiarimenti sulla situazione , un gruppo di professori eseguendo gli ordini della dirigente e della vice-preside sono entrati nell’aula magna, instillando panico e paura immotivata negli studenti, invitandoli ad uscire e interrompendo gli esperti che conferivano .
Per noi questo è un atto violento , repressivo e svolto tramite prevaricazione e abuso della propria posizione sui ragazzi (specialmente i più piccoli) .
Un atto profondamente offensivo verso la madre di Davide Bifolco, alla quale è stato impedito di raccontare la storia di suo figlio e di dibattere sul perché questo possa succedere in un quartiere periferico di Napoli e non nella “Napoli bene ” .
A seguito di questi fatti , gli ospiti e alcuni ragazzi hanno subito intimidazioni e minacce di denunce , al momento non ancora chiarendo le motivazione reali di una tale folle presa di posizione .
Non ci fermiamo , la lucha sigue .

Acad in ogni città: aperto Acad point anche a Lamezia

Sabato 31 gennaio, allo Spazio Sociale Terra e Libertà, si è tenuta la presentazione di Acad – Associazione contro gli Abusi in Divisa Onlus, realtà ormai consolidata a livello nazionale che dà supporto e assistenza legale a chi subisce abusi e violenze da parte delle forze dell’ordine.
All’iniziativa, organizzata dal Collettivo Autonomo Altra Lamezia e aperta a molte altre realtà locali, hanno partecipato membri dell’associazione che, dopo aver proiettato il video “perché non accada mai più. Le morti di stato”, hanno illustrato l’attività svolta da Acad, il sistema di segnalazione degli abusi tramite numero verde e lo stato dei diversi processi che stanno seguendo in tutta Italia.
Ottimi spunti di discussione per un dibattito che ha registrato diversi interventi di persone interessate a sostenere attivamente il progetto.
In chiusura dell’iniziativa, si è ufficializzata la nascita di un Acad Point – il primo in Calabria – anche a Lamezia, che troverà il proprio spazio nell’ambito dello Sportello Sociale Autogestito “Ciccio Svelo”, in definizione all’interno dello Spazio Sociale Terra e Libertà.
Nelle prossime settimane saranno organizzate ulteriori iniziative in sostegno all’associazione.

Collettivo Autonomo Altra Lamezia

Risposta del Governatore della Regione Toscana Enrico Rossi

OGGETTO: Risposta del Governatore della Regione Toscana Enrico Rossi e replica di Cira Antignano, madre di Daniele Franceschi, morto nel carcere di Grasse il 25 Agosto 2010.
Come Acad- Associazione Contro gli Abusi in Divisa-Onlus, poniamo alla vostra cortese attenzione la risposta del Gov. Enrico Rossi, ricevuta in data 02/10/2014, alla lettera aperta di Cira Antignano inviata in data 19/09/2014, e ripresa anche da molti organi di stampa in quei giorni. Alleghiamo inoltre la replica di Cira Antignano in data
odierna.
Ci sentiamo in dovere, in quanto associazione che supporta le famiglie e le vittime di abusi delle forze dell’ordine, di richiamare ancora una volta l’attenzione dei mezzi di comunicazione in merito alla morte di Daniele e a questa dura battaglia di verità e giustizia.
Da parte nostra faremo il possibile per diffondere la lettera del presidente Rossi e la replica di Cira per dare risalto a questo importante botta e risposta che prende vita dopo anni di silenzio istituzionale sulla morte di Daniele Franceschi.
Certi che vorrete fare informazione su questo caso rimasto nell’ombra per troppo tempo, auspichiamo nella pubblicazione di quanto inviatovi.
Grazie in anticipo, anche da parte di Cira Antignano.
Acad- Associazione Contro gli Abusi in Divisa-Onlus

REPLICA DI CIRA ANTIGNANO AL PRESIDENTE ROSSI:
Al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi Viareggio il 20/10/2014
Carissimo Presidente Rossi,
La voglio innanzitutto ringraziare non solo per le sue accorate parole, ma anche perché unica personalità istituzionale che ha espresso ufficialmente una sincera volontà di giustizia e verità sulla morte di mio figlio.
Ho aspettato oltre due settimane a dare seguito alla sua risposta, perché fino all’ultimo ho sperato che potesse giungermi un segno di interesse anche dagli altri destinatari della mia lettera iniziale, soprattutto dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, ma purtroppo da parte di quest’ultimo, ho potuto valutare solo un assordante silenzio.
Ora più che mai avrei bisogno di un aiuto concreto da parte dello Stato, in un momento così delicato, in prossimità della sentenza che verrà presentata il 29 ottobre, non potrà biasimarmi se le dico che non mi può bastare una lettera, se pur scritta con le più buone intenzioni, dopo tutti questi anni di silenzio.
Comprendo che la Regione Toscana, come lei mi scrive, non può costituirsi parte civile al processo per omicidio colposo a carico del medico e delle due infermiere del carcere di Grasse, perché la legislazione francese non contempla questa possibilità.
Rimane una madre che chiede giustizia e verità per l’atroce morte di suo figlio e che sta perdendo fiducia in quelle istituzioni che, come cittadina di questo Stato, dovrebbero spendersi per un aiuto tangibile in questo difficile caso in cui sono coinvolte istituzioni di un altro Paese della Comunità Europea.
Nel rimarcare l’assenza ingombrante di istituzioni pubbliche e autorità con ruoli importanti a livello nazionale e internazionale, Le chiedo quindi, se fosse possibile la presenza di una rappresentanza ufficiale della Regione Toscana, al mio fianco quel giorno, per Daniele e in difesa dei diritti e delle libertà fondamentali dell’uomo negate in quel carcere a suo tempo dove mio figlio ha pagato con la vita, per non essere lasciata ancora sola almeno nel giorno della sentenza.
Inoltre, ribadendo le mie difficoltà economiche, chiedo a Lei Presidente, se la Regione potesse fornire un mezzo (pullman) per permettere a me, ai miei familiari, e ai cittadini che vogliono essermi vicini quel giorno, ma vista la lontananza non hanno la possibilità economica di farlo, di raggiungere la Francia e dare così un piccolo aiuto a questa lunga e dolorosa battaglia di verità e giustizia.
Con la certezza di una sua riposta celere e precisa, la ringrazio ancora per il suo interessamento, e Le ricordo, Gentilissimo Presidente, che ad oggi sono ancora in attesa di sapere il destino degli organi di mio figlio, questo ne aumenta il tormento.
La ringrazio di cuore.
Verità e Giustizia per Daniele e per tutti gli altri!
Cira Antignano, madre di Daniele Franceschi.

Verità e giustizia per Riky

Ieri sera abbiamo risposto all’appello della Famiglia Magherini e siamo stati insieme a loro, e a tutti gli amici del Maghero, alla storica festa fiorentina -il Torrino d’oro- nel quartiere di San Frediano, il
quartiere di Riky.
Eravamo lì tutti insieme per ricordare Riccardo, per colmare il peso della sua assenza, e per appoggiare ancora una volta la volontà della famiglia e il loro legittimo desiderio di verità e giustizia.
E’ stata una splendida serata, tante parole, applausi e ricordi per Riccardo, tanto è stato il desiderio di verità e giustizia mostrato dalla famiglia e dagli amici, anche in questa occasione, nella massima dignità e pacatezza, espresso -senza violenza alcuna- anche nello striscione che vedete nella foto, esposto sulla piazza ad inizio serata (con regolare permesso concesso dal Ristorante stesso).
Nonostante questo, lo striscione durante la cena è stato rimosso, da ignoti, che in fretta hanno tagliato e strappato i fili che lo sorreggevano.
La piazza era gremita, circa 2000 i partecipanti alla festa , tra cui tutte le massime Autorità cittadine (dal Sindaco al Prefetto); se noi eravamo lì per Riccardo, ci pare evidente che ci sia qualcuno che preferisce un complice silenzio.
Il fatto è stato preceduto anche da un altro episodio preoccupante che verrà presto reso noto dalla famiglia.
La voglia di verità e giustizia per Riccardo Magherini, no, quella non
riuscirete mai a rimuoverla.

VERITA’ E GIUSTIZIA PER RIKY E PER TUTTI GLI ALTRI!
ACAD Associazione Contro gli Abusi in Divisa – Onlus
MAI PIU’!