Abusi in quarantena

Stiamo raccogliendo notizie e testimonianze di abusi in emergenza COVID-19.
Ricordiamo a tutt* l’importanza di segnalare e documentare, con video soprattutto, gli abusi commessi dalle forze dell’ordine.

Non solo in questi giorni, dove l’abuso sta diventando un’inquietante normalità con multe spesso ingiuste e fermi spesso violenti.
Sempre.

 

TARANTO – 5 MAGGIO
E’ la sera del 5 Maggio a Taranto. Sono i tempi del Covid 19, del restate a casa, e della sopravvivenza. Per strada le forze dell’ordine controllano che non si verifichino assembramenti e l’auto della polizia locale emette annunci attraverso un megafono.
Tra i vari posti di blocco, uno composto da 2 pattuglie dei Carabinieri alla fine di Via Garibaldi, nei pressi di Piazza Fontana in Città Vecchia. All’inizio della stessa strada c’è Angelo, o come lo chiamiamo noi, Angioletto che, a bordo del suo tre ruote (non certo messo bene) si accinge ad attraversare strada.
Angioletto è sereno, non ha problemi con la droga tantomeno con la giustizia, è di ritorno a casa anzi, non vede l’ora di rientrare da sua moglie che lo aspetta.
Superato il posto di blocco senza problemi, attraversa il Ponte di Pietra per poi girare a destra nel piazzale Democrate, a Porta Napoli. Mentre sta parcheggiando, nota una di queste pattuglie venirgli dietro che non tarda ad inchiodare il veicolo dietro il suo tre ruote e vede scendere 2 carabinieri.
L’approccio è violento, Angioletto viene sbattuto per terra senza nessun motivo.
Gli viene chiesto dove ha nascosto la droga mentre gli sfilano il cellulare dalle tasche e lo sbattono, rompendolo, sulla carena del suo tre ruote.
Le risposte sono ironiche da parte di Angioletto. Dice loro che la droga non sa nemmeno di che colore sia.
La stessa ironia sembra stemperare, almeno per lui, gli animi ma non per i carabinieri che lo strattonano e lo fanno mettere di spalle con le mani sul tre ruote per iniziare la perquisizione.
Angioletto collabora e non mostra nessun oltraggio anzi pensa che prima finisca e meglio è per tutti.
Invece no!!!
I carabinieri lo colpiscono con pugni, schiaffi e calci. Lo insultano e lo sbattono ripetutamente a terra. Sono momenti davvero drammatici.
Angioletto dopo l’ennesimo colpo cade per terra definitivamente e sviene bagnando d’urina i suoi pantaloni per la paura.
È pieno di lesioni su gran parte del corpo, le gambe già gonfie per le percosse e tarda nel riprendere i sensi.
In questo momento alcuni vicini scendono per sincerarsi delle sue condizioni, girano anche un video dove la rabbia delle testimonianze fa da colonna sonora alle immagini. Tra i presenti, qualcuno chiama un’ambulanza che arriva in tenuta anti Covid.
I primi ad interfacciarsi con i soccorritori sono proprio i carabinieri che salgono addirittura nell’ambulanza a monitorare il nostro Angioletto e al posto suo riferiscono i fatti in modo intimidatorio imputando le lesioni ad una rovinosa caduta.
I soccorritori ed in particolare un’infermiera si mostra fin da subito collusa con i Carabinieri che addirittura ipotizza uno stato di ebrezza.
Sono attimi di confusione, qualcuno fa presente che per precauzione non si può salire nell’ambulanza assieme al paziente in quanto lo stato di positività del virus non è certo…ma nulla. I carabinieri entrano ed escono senza problemi mantenendo il dialogo con i soccorritori.
Qualche giorno dopo uno dei due Carabinieri si è presentato a casa sua con un’altra persona chiedendogli di seguirlo in caserma (richiesta che vorremmo verificare se si tratta di un invito ufficiale) ma Angioletto ormai traumatizzato risponde che senza il suo avvocato non va da nessuna parte.
In Allegato i video già circolati nelle scorse settimane.
Nei prossimi giorni ci saranno ulteriori documenti Video Foto cartacei.
Casa Occupata Via Garibaldi

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CC. CT 905E’ la sera del 5 Maggio a Taranto. Sono i tempi del Covid 19, del restate a casa, e della sopravvivenza. Per strada le forze dell’ordine controllano che non si verifichino assembramenti e l’auto della polizia locale emette annunci attraverso un megafono. Tra i vari posti di blocco, uno composto da 2 pattuglie dei Carabinieri alla fine di Via Garibaldi, nei pressi di Piazza Fontana in Città Vecchia. All’inizio della stessa strada c’è Angelo, o come lo chiamiamo noi, Angioletto che, a bordo del suo tre ruote (non certo messo bene) si accinge ad attraversare strada. Angioletto è sereno, non ha problemi con la droga tantomeno con la giustizia, è di ritorno a casa anzi, non vede l’ora di rientrare da sua moglie che lo aspetta.Superato il posto di blocco senza problemi, attraversa il Ponte di Pietra per poi girare a destra nel piazzale Democrate, a Porta Napoli. Mentre sta parcheggiando, nota una di queste pattuglie venirgli dietro che non tarda ad inchiodare il veicolo dietro il suo tre ruote e vede scendere 2 carabinieri. L’approccio è violento, Angioletto viene sbattuto per terra senza nessun motivo.Gli viene chiesto dove ha nascosto la droga mentre gli sfilano il cellulare dalle tasche e lo sbattono, rompendolo, sulla carena del suo tre ruote.Le risposte sono ironiche da parte di Angioletto. Dice loro che la droga non sa nemmeno di che colore sia.La stessa ironia sembra stemperare, almeno per lui, gli animi ma non per i carabinieri che lo strattonano e lo fanno mettere di spalle con le mani sul tre ruote per iniziare la perquisizione.Angioletto collabora e non mostra nessun oltraggio anzi pensa che prima finisca e meglio è per tutti.Invece no!!!I carabinieri lo colpiscono con pugni, schiaffi e calci. Lo insultano e lo sbattono ripetutamente a terra. Sono momenti davvero drammatici.Angioletto dopo l’ennesimo colpo cade per terra definitivamente e sviene bagnando d’urina i suoi pantaloni per la paura.È pieno di lesioni su gran parte del corpo, le gambe già gonfie per le percosse e tarda nel riprendere i sensi.In questo momento alcuni vicini scendono per sincerarsi delle sue condizioni, girano anche un video dove la rabbia delle testimonianze fa da colonna sonora alle immagini. Tra i presenti, qualcuno chiama un’ambulanza che arriva in tenuta anti Covid. I primi ad interfacciarsi con i soccorritori sono proprio i carabinieri che salgono addirittura nell’ambulanza a monitorare il nostro Angioletto e al posto suo riferiscono i fatti in modo intimidatorio imputando le lesioni ad una rovinosa caduta.I soccorritori ed in particolare un’infermiera si mostra fin da subito collusa con i Carabinieri che addirittura ipotizza uno stato di ebrezza. Sono attimi di confusione, qualcuno fa presente che per precauzione non si può salire nell’ambulanza assieme al paziente in quanto lo stato di positività del virus non è certo…ma nulla. I carabinieri entrano ed escono senza problemi mantenendo il dialogo con i soccorritori.Qualche giorno dopo uno dei due Carabinieri si è presentato a casa sua con un’altra persona chiedendogli di seguirlo in caserma (richiesta che vorremmo verificare se si tratta di un invito ufficiale) ma Angioletto ormai traumatizzato risponde che senza il suo avvocato non va da nessuna parte.In Allegato i video già circolati nelle scorse settimane.Nei prossimi giorni ci saranno ulteriori documenti Video Foto cartacei.

Publiée par Casa Occupata Via Garibaldi sur Lundi 18 mai 2020

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CC. CT 905E’ la sera del 5 Maggio a Taranto. Sono i tempi del Covid 19, del restate a casa, e della sopravvivenza. Per strada le forze dell’ordine controllano che non si verifichino assembramenti e l’auto della polizia locale emette annunci attraverso un megafono. Tra i vari posti di blocco, uno composto da 2 pattuglie dei Carabinieri alla fine di Via Garibaldi, nei pressi di Piazza Fontana in Città Vecchia. All’inizio della stessa strada c’è Angelo, o come lo chiamiamo noi, Angioletto che, a bordo del suo tre ruote (non certo messo bene) si accinge ad attraversare strada. Angioletto è sereno, non ha problemi con la droga tantomeno con la giustizia, è di ritorno a casa anzi, non vede l’ora di rientrare da sua moglie che lo aspetta.Superato il posto di blocco senza problemi, attraversa il Ponte di Pietra per poi girare a destra nel piazzale Democrate, a Porta Napoli. Mentre sta parcheggiando, nota una di queste pattuglie venirgli dietro che non tarda ad inchiodare il veicolo dietro il suo tre ruote e vede scendere 2 carabinieri. L’approccio è violento, Angioletto viene sbattuto per terra senza nessun motivo.Gli viene chiesto dove ha nascosto la droga mentre gli sfilano il cellulare dalle tasche e lo sbattono, rompendolo, sulla carena del suo tre ruote.Le risposte sono ironiche da parte di Angioletto. Dice loro che la droga non sa nemmeno di che colore sia.La stessa ironia sembra stemperare, almeno per lui, gli animi ma non per i carabinieri che lo strattonano e lo fanno mettere di spalle con le mani sul tre ruote per iniziare la perquisizione.Angioletto collabora e non mostra nessun oltraggio anzi pensa che prima finisca e meglio è per tutti.Invece no!!!I carabinieri lo colpiscono con pugni, schiaffi e calci. Lo insultano e lo sbattono ripetutamente a terra. Sono momenti davvero drammatici.Angioletto dopo l’ennesimo colpo cade per terra definitivamente e sviene bagnando d’urina i suoi pantaloni per la paura.È pieno di lesioni su gran parte del corpo, le gambe già gonfie per le percosse e tarda nel riprendere i sensi.In questo momento alcuni vicini scendono per sincerarsi delle sue condizioni, girano anche un video dove la rabbia delle testimonianze fa da colonna sonora alle immagini. Tra i presenti, qualcuno chiama un’ambulanza che arriva in tenuta anti Covid. I primi ad interfacciarsi con i soccorritori sono proprio i carabinieri che salgono addirittura nell’ambulanza a monitorare il nostro Angioletto e al posto suo riferiscono i fatti in modo intimidatorio imputando le lesioni ad una rovinosa caduta.I soccorritori ed in particolare un’infermiera si mostra fin da subito collusa con i Carabinieri che addirittura ipotizza uno stato di ebrezza. Sono attimi di confusione, qualcuno fa presente che per precauzione non si può salire nell’ambulanza assieme al paziente in quanto lo stato di positività del virus non è certo…ma nulla. I carabinieri entrano ed escono senza problemi mantenendo il dialogo con i soccorritori.Qualche giorno dopo uno dei due Carabinieri si è presentato a casa sua con un’altra persona chiedendogli di seguirlo in caserma (richiesta che vorremmo verificare se si tratta di un invito ufficiale) ma Angioletto ormai traumatizzato risponde che senza il suo avvocato non va da nessuna parte.In Allegato i video già circolati nelle scorse settimane.Nei prossimi giorni ci saranno ulteriori documenti Video Foto cartacei.

Publiée par Casa Occupata Via Garibaldi sur Lundi 18 mai 2020

 

SALERNO – 14 MAGGIO

 

RAVANUSA (AG)
Un uomo di 33 anni protesta con un megafono per le vie di Ravanusa contro la quarantena e gli fanno un Tso. Carabinieri e agenti della polizia municipale intervenuti sul posto lo immobilizzano, mentre una persona con camice gli si avvicina presumibilmente per fargli un’iniezione.
Eppure nei video che abbiamo pubblicato non vi è nulla che faccia credere che egli non sia cosciente delle proprie azioni, o che i suoi comportamenti possano costituire un pericolo per la sua e l’altrui incolumità. Nelle giornate successive gli operatori sanitari impediranno al fratello, avvocato penalista, qualsiasi comunicazione con lui. La risposta sarà sempre la stessa: “Suo fratello sta dormendo e non può rispondere”.
Andando oltre i tecnicismi legali, a cui siamo certi che i protagonisti di questa vicenda si appelleranno per giustificare quanto accaduto e ammesso che il trattamento sanitario obbligatorio non si stia trasformando a nostra insaputa in un’arma da brandire per la gestione dell’ordine pubblico in tempi di pandemia, iniziano ad essere un po’ troppo numerosi gli episodi simili segnalati per non sospettare che si debba cominciare a parlare di prassi e non più di semplici episodi.
Facciamo fatica a comprendere come si possano da una parte attivare numeri verdi di supporto psicologico e dall’altra accettare, tollerare, o ancor peggio contemplare come regole di ingaggio non dichiarate, la violazione dei diritti.
Non vorremmo mai che le politiche securitarie prevedano anche l’abbattimento dell’ultimo tabù, la medicalizzazione forzata dei comportamenti ritenuti indecorosi, in virtù di qualche valutazione soggettiva e dividente.

 

PADOVA – 12 maggio
Intervista ad H., “irregolare” fermato in stazione dalla polizia mentre si recava a prestare il servizio di volontario, a cui è stato dato un decreto di espulsione e sequestrata la bicicletta.
Fonte: https://www.globalproject.info

PISA – 2 maggio
Va a ritirare il pacco alimentare per il nipotino: multata con oltre 700 euro
Fonte: repubblica.it

LENOLA (LT) – 26 aprile
Coronavirus, io, 80enne e sordo, multato mentre andavo in farmacia
fonte: https://www.mediasetplay.mediaset.it/

MILANO – 25 aprile
Fonte:
http://www.milanotoday.it
https://milanoinmovimento.com
https://www.popoffquotidiano.it

POZZUOLI – 22 aprile
Imprenditore denuncia un poliziotto: “Mi ha offeso e maltrattato perché sono analfabeta e non riuscivo a scrivere l’autocertificazione”
Fonte: https://www.pozzuoli21.it

ACERRA – 19 aprile
La polizia municipale avrebbe aggredito alcuni volontari della protezione civile che stavano consegnando gelati alle famiglie del quartiere.
Segue il video della pagina facebook Number 1 One, che ha riportato la vicenda.

🔴CAMPANIA. In molti, da Acerra, ci hanno segnalato questa vicenda. Ci hanno raccontato che la polizia Municipale avrebbe ‘aggredito’, nel rione Gescal, alcuni volontari della protezione civile che stavano consegnando gelati alle famiglie del quartiere. Ci auguriamo che venga fatta luce su questa vicenda, perchè se così fosse, sarebbe veramente grave.

Publiée par Number 1 One sur Dimanche 19 avril 2020

 

NAPOLI – 19 Aprile
Multato infermiere libero professionista.
“Premesso che faccio l’infermiere domiciliare e il mio lavoro mi piace molto, da quando è iniziata la pandemia del COV-19 ho continuato ad effettuare prestazioni a domicilio dotandomi dei dpi specifici e facendo un anamnesi telefonica del paziente prima di recarmi al suo domicilio.
Infatti in questa situazione così particolare, di paura, di rischio, mi stanno contattando pazienti, amici o conoscenti che mi chiedono consigli o che hanno bisogno di un mio intervento professionale, per evitare di affollare il pronto soccorso.
Stamattina sono stato contatto da una mia paziente, in zona Vomero, per la sostituzione di un ileostomia, accetto la prestazione e faccio presente che sarei andato nel primo pomeriggio. Infatti alle 16.30 arrivo dalla paziente, effettuo la prestazione e vado via.
Giunto a Piazza Medaglie d’oro vengo fermato da una volante della polizia, un normale controllo penso, mi accosto gli dico che sono un infermiere, mostro il tesserino dell’OPI ,i miei documenti e quelli dell’auto. I poliziotti in questione iniziano a farmi delle domande, vogliono sapere cosa facevo per strada, dove ero stato e dove dovevo andare. Gli spiego che ero stato da un paziente e che stavano rientrando al mio domicilio.
Loro insistono dichiarando che è strano che di domenica pomeriggio sia in giro a fare una prestazione sanitaria, faccio presente che nel mio lavoro non esistono le domeniche o i festivi e che se qualcuno ha bisogno io ci vado. Continuano a farmi le domande e mi chiedono l’autorizzazione, faccio presente che nn la posseggo e che possono tranquillamente darmelo loro, insistono nel sapere da dove provenivo e mi costringono a dire nome e indirizzo della paziente (non so se dovevo farlo visto le leggi sulla privacy).
Ad un certo punto mi chiedono perché non indosso la mascherina, faccio presente che non è obbligatorio indossarla nell’ abitacolo della propria auto e che era adagiata su una garza sul sedile, loro insistono che devo indossarla e io faccio presente ad uno dei due agenti che il collega stava maneggiando i miei documenti senza i guanti monouso, iniziano a minacciarmi dicendomi che devono farmi la multa, io continuo a dire che stavo rientrando da una prestazione sanitaria e che questa situazione era paradossale.
Dopo circa 30 minuti di fermo mi consegnano un verbale di 533,33 euro, ridotta del 30% se pagata entro 30 giorni.
Alla descrizione dell’infrazione l’agente ha scritto “che violava le prescrizioni atte al contenimento del rischio epidemiologico, lasciando senza giusto motivo il proprio domicilio/dimora, risultava infatti che fosse in atto uno spostamento non motivato da esigenze lavorative”. Naturalmente contesto per iscritto che in realtà le esigenze lavorative esistevano visto che avevo svolto una prestazione sanitaria.
Morale della storia torno a casa con un verbale da 533,33 euro per aver svolto il mio lavoro.”
Fonte: Nessuno tocchi Ippocrate

TORINO – 19 aprile
La violenza ormai a briglia sciolta della polizia si è manifestata oggi in maniera esemplificativa in un fermo che aveva il sapore di un’aggressione. Così chiara che in interi isolati di c.so Giulio Cesare a Torino le persone vedendo la scena non sono rimaste zitte e molte sono scese in strada. Tra loro anche quattro compagni buttati a terra, trascinati e portati via da un esercito velocemente giunto a reprimere la situazione. Decine e decine di individui in strada e centinaia dalle finestre hanno inscenato una vera e propria protesta nonostante le difficoltà perché c’è un limite di sopportazione all’ingiustizia e ciò che è accaduto questo pomeriggio lo dimostra.
Ora in strada non c’è più nessuno.
Ciò che è accaduto non passerà però in sordina.
Presto aggiornamenti sui compagni portati via dalle fdo.
Giordana, Marifra, Samu e Daniele liberi!
Tutti liberi, tutte libere!

Publiée par Macerie Maceri sur Dimanche 19 avril 2020

 

Publiée par Macerie Maceri sur Dimanche 19 avril 2020

ulteriori approfondimenti su dinamopress.it

NUORO – 18 Aprile
Anziano accompagna la moglie disabile a fare la spesa: sanzionati per 900 euro.
Fonte: cronachenuoresi.it

CATANIA – 18 Aprile
Catania, uomo va in escandescenza in viale Vittorio Veneto: diverse pattuglie lo accerchiano per fermarlo
Articolo e video al link: newsicilia.it

ISERNIA – 18 Aprile
Testimonianza di Devid
Scrivo per denunciare l’ennesimo atto d’abuso. Mio fratello gestisce un’attività che può essere regolarmente aperta ai sensi del dpcm attuale. Lo stesso, ha avuto un grave problema di salute nel mese di Gennaio che lo costringe a stare in stampelle ancora per un po’ e quindi a non poter svolgere al 100% il proprio lavoro. Alcuni fornitori si sono organizzati per la consegna a domicilio dei materiali, ed hanno regolarmente consegnato ciò che serve all’attività per produrre, altri invece nei comuni limitrofi non hanno attivato questo servizio. Vista questa situazione, e viste le vicende che hanno colpito mio fratello, ho chiamato il 113 stamane alle 10:27 per chiedere se potessi io, in qualità di fratello, recarmi presso questi fornitori per farmi recapitare il materiale. L’agente gentilissimo, telefonicamente mi ha dato chiare indicazioni a riguardo, e cioè di portare con me autocertificazione che attesti i motivi lavorativi dello spostamento, delega del titolare dell’azienda con codice ATECO attestante il regolare svolgimento dell’attività, visura camerale dell’azienda, copia di un documento del titolare e certificato medico attestante la salute del titolare e quindi l’impossibilità agli spostamenti. Ringrazio lo stesso per avermi dedicato 2 minuti e una volta messo giù faccio compilare tutti i moduli indicati a mio fratello e salgo sulla mia auto per recarmi dal fornitore. A pochi metri dalla destinazione, una volante della Polizia di Isernia mi trattiene ad un posto di blocco. Gli illustro tutte le carte e gli spiego un po’ la situazione. Uno di loro mi risponde che per quanto gli riguarda non sono in regola poiché non è possibile delegare nessuno. Continuo a spiegare che l’attività senza quella fornitura non può andare avanti e chiedo comprensione per la situazione di salute di mio fratello. Ma mi sento rispondere “Io ti faccio il verbale, tu fai ricorso”.
Gli spiego poi di aver chiamato il 113 e che loro stessi mi avevano indicato di poter partire regolarmente con queste certificazioni. Risposta: “Ci dispiace, avranno capito male”. Insomma, dopo un tira e molla di 15 minuti per aiutare la famiglia di mio fratello, padre di una bimba di 1 anno e mezzo, con attività e spese di casa da pagare, con problemi di salute ed attività ferma a causa di questo, loro mi lasciano il verbale con un ammenda da 533,00 euro da pagare.

GROSSETO – 17 aprile
Portano la figlia leucemica alla visita. Fermati dalla polizia: scatta la maxi multa
Fonte: iltirreno.gelocal.it

MULTA AL RIDER CHE LAVORA – 17 aprile

Qualcuno ci spiega come sia possibile fare una multa di 577 euro ad una persona mentre lavora? Non è un abuso di potere?

Publiée par ACAD Associazione Contro gli Abusi in Divisa – Onlus sur Vendredi 17 avril 2020

 

SASSARI – 17 aprile
Pare che la coppia stesse andando a buttare la spazzatura. Non vogliamo soffermarci sul motivo che li ha spinti in strada, ma siamo preoccupati del comportamento ingiustificabile di chi è predisposto a controllarci, come la Polizia Locale .
E se nessuno avesse parlato? Ripreso? Chiamato le forze dell’ordine (che pare un paradosso ma è una cosa estremamente sensata)?
Ci sono parecchi testimoni e due video.
Siamo felici che esistano ancora persone non indifferenti di fronte a tali abusi. Persone che hanno il coraggio di denunciare una violenza che pare non placarsi neanche di fronte a una donna
Una coppia viene picchiata dalla Polizia locale; il video shock
Articolo e video al link: ilformat.info

ROMA –  15 aprile
Testimonianza di Xerip Siyabend
Oggi verso le 17:00 mi trovavo al parco Giordano Sangalli, stavo seduto da solo su una panchina per prendere un po di aria, è solo a 50 metri da casa mia. Mentre mi alzo per tornare verso casa, sento un urlo, mi giro e vedo un carabiniere che grida “ Aooooo, dove vai!!! vieni qua, ti dico fermati! Tu, con la maglietta nera, fermati, vieni qua!!” come se stesse chiamando un cane, con tutto il rispetto per gli animali. Mi fermo e mi avvicino a lui, erano in due, e dico di abitare a due passi, indicando casa mia. Il carabiniere mi chiede, sempre con lo stesso tono, di mostrare i documenti, e gli dico di averli in casa e che potevamo andare insieme a prenderli. Mi dice no, che non posso andare a prenderli e che in realtà stavo scappando per fuggire al controllo, mica stavo tornando davvero a casa. Gli ripeto che stavo tornando a casa e che comunque deve evitare di chiamare la gente in quel modo come fosse il suo cane. Lui si innervosisce e prendendomi per il braccio mi porta vicino alla macchina, per identificarmi, chiedendomi da dove venissi e dicendomi che andavo denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Dò il mio nome, cognome e provenienza e a quel punto mi dicono “ Ah, vieni dalla Turchia? Voglio vedere cosa ti fanno se ti comporti così nel tuo Paese, ti mettono sotto i piedi lo sai?”, “e infatti per questo sono andato via, per fuggire la repressione, e so benissimo che vuol dire resistenza a pubblico ufficiale” gli dico e a quel punto hanno minacciato di togliermi il permesso di soggiorno continuando nel loro comportamento razzista. Non solo, chiamano anche i rinforzi e arrivano altri carabinieri (creando assembramento) tra i quali un genio che mi dice “ tu sei responsabile di tutti i morti di coronavirus!” e nel frattempo si avvicina anche gente del quartiere a difendermi e a confermare che abito proprio lì, e i carabinieri chiedono documenti anche a loro! Uno di questi è un amico che con il suo collettivo fornisce aiuto alle fasce deboli in questo momento di emergenza, quello che dovrebbe fare, e che invece non fa, lo Stato. E infatti dice ai carabinieri di andare a fare un lavoro più utile, invece di perdere tempo a dare la caccia a chi prende aria a due passi da casa. Alla fine tirano giù un verbale che io rifiuto di firmare e di cui non so il contenuto. Insomma, questo è il livello di democrazia nel nuovo Stato di polizia in nome dell’emergenza sanitaria! Ma tranquilli, andrà tutto bene!
Fonte: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10157992180004088&id=835909087

FIRENZE – 16 aprile
Ogni giorno arrivavano segnalazioni di abusi durante i controlli delle forze dell’ordine, l’intensificarsi degli accertamenti per far rispettare le ordinanze Covid19 ha portato ad una crescita allarmante degli abusi.
Questo è quanto accaduto a Lastra a Signa (Fi), in Piazza Firenze.
Nell’ articolo emergono altri dettagli che chiariscono la dinamica di un fermo inquietante, dove l’analogia con la morte di Riccardo Magherini urlata da uno dei testimoni, è da brividi. Fortunatamente il finale è diverso, il giovane di 26 anni fermato può raccontare la sua versione dei fatti.
Fonte: firenzetoday.it

LUCCA – 9 aprile
Anche ieri, giovedì 9 aprile, è successo qualcosa di grave.
Il colpevole non è il virus ma qualcosa di ancora più deplorevole: la violenza da parte delle forze dell’ordine che vediamo esponenzialmente aumentare in questi giorni.
E’ successo a Stiava, piccola frazione di Massarosa (LU) intorno alle 17:00. Un uomo di 56 anni che molti in paese conoscono e salutano con un sorriso, stava portando a passeggio la sua giovane cagnolina, nei paraggi, come di consueto, quando due carabinieri del comando di Massarosa (anch’essi molto noti…) lo hanno fermato, ritenendolo troppo lontano dalla sua abitazione e perché sprovvisto di mascherina (che neanche i carabinieri indossavano),e hanno iniziato a minacciarlo di multe e denunce, mentre l’uomo sarebbe tornato a casa nel giro di pochi minuti.
Ne è nata una discussione presto fatta degenerare dai militari, che, prontamente scesi dalla vettura, hanno spintonato il pericoloso passeggiatore, lo hanno buttato a terra e colpito con manganello e calci. Alla vista del sangue, una signora dalla finestra chiedeva a gran voce di chiamare un’ambulanza.
Il malcapitato è stato portato via malconcio, ma in manette e senza ambulanza.
Nel frattempo il vicinato allarmato è sceso in strada. Sono infatti diversi i testimoni oculari. Sopraggiunta la polizia municipale, è stato ordinato a tutti di rientrare in casa.
Mentre la vittima si trovava ancora al Pronto Soccorso, i vertici dei carabinieri locali, supportati da qualche anonimo pennivendolo, si stavano già prodigando per creare e diramare una versione tanto creativa quanto vigliacca per coprire il loro ignobile operato.
Questo è il racconto dei fatti, la realtà sarà presto sotto gli occhi di tutti grazie alle diverse testimonianze dei paesani. Sebbene evidente lo stato di eccezionalità che viviamo, non è accettabile l’abuso di potere di chi da tutore si autoproclama sceriffo.
Viene da chiedersi fino a che punto l’emergenza sanitaria, che presto sarà economica e sociale, potrà giustificare un uso sproporzionato della forza.
Che ruolo avrà questa forza nel futuro prossimo quando il problema non sarà più difendere la salute di tutti ma reinstaurare quell’ordine che si è dimostrato fallace e privativo per molti? Purtroppo gli scenari che si aprono sono cupi e vedranno emergere l’ingiustizia strutturale sulla quale questo sistema si fonda.
Quale sarà la risposta quando disagio e impoverimenti ci costringeranno a ripensare e difendere i nostri diritti sul lavoro, negli ospedali, nelle scuole e nelle strade?
Le soluzioni non verranno dall’alto, solo la solidarietà e la capacità di autorganizzarsi potrà aiutarci a uscire da un futuro buio che sembra già scritto.
Csoa Sars – Viareggio

Di seguito riportiamo inoltre la testimonianza diretta della vittima, versione confermata da ben 5 testimoni che sono stati contattati dai familiari:
“Stavo portando a spasso il canino, al massimo a 600 metri da casa, non davo noia a nessuno, non potevo contagiare nessuno”.
“Mi hanno fermato i carabinieri, mi hanno detto che non avevo la mascherina ed ero troppo lontano da casa. Ho spiegato di non stare nemmeno a scrivere il mio nome tanto sono disoccupato e 280 euro di multa non li posso pagare. Mi hanno messo le mani addosso. ‘Guardi che le mani addosso non me le potete mettere’, ho detto. Hanno cominciato a spintonarmi, e poi spintonarmi ancora, senza mascherina, un’altro a messo le mani due o tre volte sulla pistola, un altro ha tirato fuori il manganello, io a quel punto per difendermi ho tirato un calcio. Mi hanno buttato a terra, picchiato sulla fronte e sulla faccia, sanguinavo in faccia, mi hanno messo le manette e portato per un’ora e mezzo in caserma”.
“Poi sono andato al pronto soccorso e mi hanno dato 5 giorni di prognosi. Ora voglio denunciarli. Tra l’altro, dopo che mi hanno licenziato da un calzaturificio, io anche i 280 euro per la multa non ce li ho proprio”.
Solidarietà a Luciano.
MAI PIU’

TORINO –  8 aprile
Stamattina a Torino, all’ufficio postale di corso Giulio Cesare, ben SEI pattuglie di carabinieri sono intervenute per fermare un giovane ragazzo di colore poiché sprovvisto di mascherina. Testimoni oculari ci riferiscono che il ragazzo è STATO COLPITO DA DUE COLPI DI TASER ed è rimasto incosciente a terra per circa due minuti. Dalle ricostruzioni sembra che l ‘unica sua colpa sia proprio quella di non avere indossato la mascherina, altre testimonianze oculari presenti davanti ufficio postale ci riferiscono che non vi sono stati comportamenti anomali o aggressivi da parte del ragazzo, che è uscito dall’ufficio stesso senza opporre resistenza e senza urlare, come contrariamente riportato da alcuni giornali.
Come potete vedere dal video,
comportamenti anomali ed aggressivi invece, ci sembrano piuttosto evidenti e chiari nelle forze dell’ordine intervenute, dove peraltro non tutti gli agenti erano provvisti della mascherina obbligatoria.
Le generalità del ragazzo sono ad ora ignote, preghiamo chiunque abbia notizie di segnalarcelo.
MAI PIÙ.

Stamattina a Torino, all'ufficio postale di corso Giulio Cesare, ben SEI pattuglie di carabinieri sono intervenute per…

Publiée par ACAD Associazione Contro gli Abusi in Divisa – Onlus sur Mercredi 8 avril 2020

 

MODENA – 7 aprile
Pubblichiamo questo video che ci è stato segnalato da parecchie persone, relativo ad un fatto verificatosi domenica scorsa a Modena. Si moltiplicano le denuncie di azioni violente e sproporzionate da parte delle FO. E’ oramai acclarato come lo stato di emergenza si stia trasformando in una nuova occasione per alzare il livello di repressione. È necessario tenere alta l’attenzione anche in questa fase storica così difficile.

Pubblichiamo questo video che ci è stato segnalato da parecchie persone, relativo ad un fatto verificatosi domenica…

Publiée par ACAD Associazione Contro gli Abusi in Divisa – Onlus sur Mardi 7 avril 2020

Un altro video, sempre relativo i fatti di Modena di domenica scorsa, dove si vedono alcuni agenti di polizia infierire…

Publiée par ACAD Associazione Contro gli Abusi in Divisa – Onlus sur Mercredi 8 avril 2020

 

ALESSANDRIA – 3 aprile

VIMODRONE (MILANO) – 3 aprile
Va a prendere la moglie operatrice sociosanitaria invalida: multa da 533 euro.
Fonte: Repubblica.it