ACAD

-Associazione Contro gli Abusi in Divisa – ONLUS –

#AncheIoSonoAcad

#AncheiosonoACAD È la nuova campagna a sostegno dell’Associazione Contro gli Abusi in Divisa. Da oltre sei anni ACAD affronta il tema dei soprusi commessi dalle forze dell’ordine, offrendo supporto immediato alle richieste di aiuto (siamo in contatto con oltre trenta famiglie e vittime dirette sopravvissute), rispondendo al numero verde 800 58 86 05 24 ore su 24, svolgendo controinformazione e seguendo direttamente una ventina di processi in corso.

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800588605 è il numero verde da utilizzare SOLO PER EMERGENZE (pericolo immediato)

approfondimenti

Aggiornamenti processo Traore

Si è tenuta oggi a Palmi (RC) una nuova udienza del processo per la morte di Sekine Traore, ucciso da un colpo di pistola sparato da un carabiniere durante un intervento nella tendopoli di San Ferdinando nel giugno 2016.
L’udienza si è aperta con nuove eccezioni della difesa dell’imputato riguardo alle costituzioni delle parti civili già ammesse (ovvero ACAD, fratello e sorella di Sekine) nonché dalle eccezioni sulla carenza di legittimazione passiva del Ministero della Difesa quale responsabile civile avanzate dall’Avvocatura dello Stato.
Per la terza volta dall’inizio del processo ci siamo dovuti difendere dai tentativi di estromissione ed anche oggi il Tribunale ha confermato la piena legittimazione di ACAD a stare in giudizio, rigettando tutte le eccezioni della difesa dell’imputato e dell’Avvocatura dello Stato.
Superata definitivamente la fase delle questioni preliminari, il processo è entrato nel vivo con l’esame di due testimoni appartenenti all’arma dei carabinieri.
Prossima udienza il 09/04/21 con l’esame di altri tre testi.

Processo UVA: la Corte Europea dei Diritti Umani ha dichiarato ammissibile il ricorso

“Un calvario durato 13 anni”
Così Lucia Uva, sorella di Giuseppe Uva morto il 14 giugno 2008 dopo un fermo dei Carabinieri a Varese, ci dà la notizia: La Corte Europea dei Diritti Umani ha dichiarato ammissibile il ricorso presentato da Fabio Ambrosetti, Stefano Marcolini e Fabio Matera, i legali di Lucia Uva, per le seguenti motivazioni:
– Lo Stato italiano non si è adoperato a sufficienza per accertare i fatti perché la lunghezza del processo e l’imperizia delle indagini, non avrebbero consentito al raggiungimento della verità.
– Giuseppe Uva è stato sottoposto a trattamenti inumani e degradanti e comunque a maltrattamenti sia dal punto di vista psicologico che fisiologico in violazione dell’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani.
– Il legislatore italiano ha introdotto nell’ordinamento il reato di tortura solo nel 2017 e, senza questo colpevole ritardo, l’autorità giudiziaria avrebbe potuto disporre di strumenti più adeguati per la valutazione dei possibili comportamenti delittuosi.
– Nel secondo grado di processo, a carico degli appartenti alle forze dell’ordine ci si è limitati ai verbali di primo grado, senza che i testimoni venissero nuovamente ascoltati, in violazione di una precisa disposizione della stessa Cedu.
Oggi per noi è una domenica di sole.
Ricordiamo che la Cedu tende a dichiarare inammissibile l’80% dei ricorsi presentati.
Abbiamo sentito l’avvocato Fabio Ambrosetti, soddisfatto e di poche parole:
“Speriamo di trovare un giudice a Strasburgo”.
Il suo commento ironico lascia intendere che qualcosa in Italia non abbia ben funzionato.
Ancora una volta a fianco di Lucia e di tutta la famiglia Uva in questa ennesima battaglia per arrivare alla verità. Ci siamo e ci saremo!
Acad Onlus

L’archivio NCLN supporta ACAD

Scegliere in modo sistemico di supportare o reprimere una fazione politica in base alle proprie simpatie è UN ABUSO DI POTERE.
Il caso dell’assalto al Campidoglio ne è un esempio lampante.
Per questo motivo l’archivio #NCLN supporta ACAD Associazione Contro gli Abusi in Divisa – Onlus

Acquistando questo poster (formato superA3, cartoncino) andrai a sostenere con 15€ il lavoro di questa importantissima associazione.

Lo trovi insieme agli altri materiali dell’archivio su: https://www.etsy.com/