ACAD

-Associazione Contro gli Abusi in Divisa – ONLUS –

Naufragio di Cutro, l’esposto di 43 organizzazioni: «Era prevedibile ed evitabile»

«Il naufragio di Cutro era prevedibile ed evitabile» e le autorità italiane responsabili devono essere chiamate a risponderne. 43 organizzazioni italiane ed europee impegnate nella difesa dei diritti fondamentali hanno presentato un esposto collettivo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone per chiedere di fare luce sul naufragio di domenica scorsa a Steccato di Cutro, costato la vita ad almeno 72 persone, tra cui molti bambini.

«Davanti a così tanti morti e chissà quanti dispersi, è doveroso fare chiarezza» dichiarano le organizzazioni. «Vogliamo dare il nostro contributo all’accertamento dei fatti, non ci possono essere zone grigie su eventuali responsabilità nella macchina dei soccorsi».

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Palmi, il 24 febbraio nuova udienza del processo per l’omicidio di Sekine Traore

Venerdì 24 febbraio, alle 14.30, si terrà al Tribunale di Palmi una nuova udienza del processo per la morte di Sekine Traore, bracciante maliano ucciso l’8 giugno 2016 nella vecchia baraccopoli di San Ferdinando da un colpo di pistola sparato da un carabiniere, oggi accusato di eccesso colposo di legittima difesa.

Quella mattina, a seguito di una chiamata per una presunta lite nella tenda adibita a bar, intervennero in quel ghetto due pattuglie di carabinieri ed una della polizia, per un totale di 6 agenti.

Nonostante l’assenza di qualsiasi situazione di pericolo per altre persone in quanto Sekine, anche se in evidente stato di agitazione e pur con una lama di coltello in mano, era rimasto da solo all’interno della tenda, e nonostante il numero decisamente superiore e l’uso di bastoni, sfollagente e persino un tavolino come scudo, gli agenti non riuscirono a immobilizzarlo, arrivando così all’esplosione di un colpo di pistola, sparato per legittima difesa secondo la versione dei carabinieri.

Dopo aver sentito come testimoni tutti gli agenti operanti, i poliziotti della scientifica e il medico che ha effettuato l’autopsia, il processo è stato rinviato all’udienza del 24 febbraio, nel corso della quale si concluderà la fase istruttoria con i testimoni della difesa dell’imputato e presumibilmente si terranno le discussioni degli avvocati, con possibile sentenza.

Ancora una volta saremo presenti, fuori e dentro il Tribunale, per chiedere verità e giustizia per Sekine Traore.

USB Lavoro Agricolo

Acad – Associazione Contro gli Abusi in Divisa Onlus

8° memorial Stefano Cucchi

Sabato 22 ottobre 2022
Ore 14.00
Parco degli Acquedotti – Targa Stefano Cucchi (ingresso Via Lemonia angolo Viale Appio Claudio)

8º MEMORIAL STEFANO CUCCHI
«UMANITÀ IN MARCIA. STAFFETTA DEI DIRITTI»

«Grazie Rita, combattente per la verità e la giustizia»

Sabato 22 ottobre partenza alle ore 14 dalla targa al Parco degli Acquedotti (Via Lemonia, angolo Viale Appio Claudio) con arrivo alle ore 17.30 in Piazza Montecitorio. L’iniziativa ha ottenuto il Patrocinio gratuito della Regione Lazio.

Torna il Memorial Stefano Cucchi, giunto all’ottava edizione. Quest’anno il Memorial avrà un significato ancora più importante, a cinque giorni dalla scomparsa di Rita Calore, la mamma di Ilaria e Stefano. Rita ha combattuto fino alla fine al fianco di Ilaria, insieme al marito Giovanni e a Fabio Anselmo e ha lasciato a tutta la comunità un grande insegnamento di forza, dignità nel dolore e fiducia nella giustizia.

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AGGIORNAMENTI PROCESSO TRAORE

Si è tenuta ieri pomeriggio, a Palmi, una nuova udienza del processo per la morte di Sekine Traore, bracciante maliano di 27 anni ucciso da un colpo di pistola sparato da un carabiniere l’8 giugno 2016 nella tendopoli di San Ferdinando (RC).

Nel corso dell’udienza è stato sentito come testimone il medico legale che ha effettuato l’autopsia sul corpo di Sekine e gli esami sulle ferite dell’imputato.

Il medico ha descritto quanto eseguito nel corso dell’esame, evidenziando come il proiettile abbia colpito Sekine sotto l’ombelico con una traiettoria da sinistra verso l’alto, andando a colpire la milza e provocando così la morte per emorragia, ipotizzando una distanza tra vittima ed imputato di circa 50 centimetri.

Gli esami tossicologici eseguiti sulla vittima hanno poi avuto tutti esito negativo, smentendo così la narrazione fantasiosa dei primissimi giorni che descriveva Sekine come una persona sotto effetto di alcol o droghe.

L’imputato ha invece ricostruito i momenti che hanno portato alla morte di Sekine, confermando la prima versione fornita dai carabinieri: un intervento per una lite nella tenda adibita a bar con una persona armata di coltello da cucina, l’arrivo nella tenda di quattro carabinieri e due poliziotti che tentano invano di disarmarlo quando ormai nella tenda non era presente nessun’altra persona, per poi arrivare allo sparo in seguito ai diversi tentativi – qualcuno riuscito – di accoltellamento.

Al di là dell’esito del processo, dall’istruttoria dibattimentale emerge un dato che difficilmente potrà essere smentito, ovvero che la morte di Sekine non è solo la diretta conseguenza dell’azione del singolo carabiniere che ha materialmente sparato, ma di un intervento completamente sbagliato in ogni suo passaggio.

All’arrivo degli agenti Sekine, in evidente stato di agitazione, si trovava da solo all’interno della tenda con un coltello da cucina in mano, senza possibilità di arrecare danno a nessuno. L’ntervento dei sei agenti non solo non è servito a calmarlo, ma al contrario ha esasperato una situazione che poteva risolversi senza alcun pericolo per nessuno.

Il processo è stato così rinviato all’udienza del 24 febbraio 2023, ore 14.30, per l’esame dei testimoni della difesa e le discussioni.

Come sempre ACAD continuerà a pretendere verità e giustizia per Sekine, dentro e fuori dal tribunale.

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