ACAD

-Associazione Contro gli Abusi in Divisa – ONLUS –

Carcere e Repressione: 3 dibattiti per non abbandonare nessuno

Giovedì 12 Settembre presentazione di “Bisogna avere visto. Il carcere nella riflessione degli antifascisti” a cura Patrizio Gonnella e del prof. Dario Ippolito (docente di filosofia dell’Università Roma Tre), con la partecipazione di Acad Onlus e a seguire cena di finanziamento.

Venerdì 27 Settembre presentazione di “VLAD: Vademecum legale-Abusi in divisa” a cura di AlterEgo-Fabbrica dei diritti e di “Soli soli, morire a Regina Coeli” di Rossella Scarponi (Acad).

Sabato 12 Ottobre presentazione di “La buona educazione degli oppressi” di Wolf Bukowsky.

Il nostro centro sociale è attivo da 25 anni e si occupa di alcune attività politiche nella perfieria romana di Casal de Pazzi e Rebibbia. Proprio quest’ultimo è un quartiere splendido che prende nome, però, dall’omonimo carcere. Da sempre siamo presenti il 31 dicembre per salutare le detenute e i detenuti che passano l’ultimo dell’anno soli nel penitenziario. Non dimentichiamoli, ma soprattutto ci piace provare a capire insieme quali modelli la società rincorre, come la repressione sia uno strumento inefficace, quanto il sistema carcerario sia in antitesi alla democrazia.
Ne parliamo con voi, con gli autori dei libri che ringraziamo per aver partecipato a questo ciclo di tre presentazioni/ dibattiti sul tema della repressione e del carcere.
E in un centro sociale che ogni giorno prova a muovere piccoli passi da tanti anni, il sostegno delle persone che lo attraversano è la cosa più importante, soprattutto in questo momento dove La Torre, come tante altre realtà a cui va la nostra solidarietà, è sotto sgombero.

Mai più morti di Stato: come difendersi dagli abusi in divisa?

Presentazione di VLAD (Vademecum Legale contro gli Abusi in Divisa), uno strumento a disposizione di tutte e tutti per difendersi dagli abusivi e dalla violenza di Stato.

Ne parliamo con:
Avv. Riccardo Bucci – Alterego – Fabbrica dei diritti
ACAD Associazione Contro gli Abusi in Divisa – Onlus
Nunzio D’Erme – Osservatorio Repressione
Sportello Tuteliamoci di Lab! Puzzle

Il lungo processo sulla morte di Stefano Cucchi, con l’emergere di complicità, depistaggi e insabbiamenti di Stato durati dieci anni con il coinvolgimento di elementi di vertice dell’Arma dei Carabinieri, ha reso evidente a tutti con la sua drammaticità che in Italia esiste un problema di cultura democratica delle forze dell’ordine. Inoltre carceri, commissariati e caserme continua a essere coni d’ombra dove avvengono violenze e abusi, mentre la repressione del dissenso sociale diventa la norma.

La serata prosegue con Giorgio Canali + Slam Poetry e Kento @iFest2019:

Ore 20.00 SLAM POETRY contest di parole, versi, fantasie, poesie
Ore 21.00 GIORGIO CANALI + Progetto Panico
After show KENTO + Dj Fuzzten

Bologna: Presentazione ACAD e Stop al Panico

ACAD – Associazione Contro gli Abusi in Divisa – ONLUS è un’associazione che si prefigge di assistere tutti coloro che sono stati vittima di abuso da parte delle forze dell’ordine e di denunciare questi ultimi affinché non restino impuniti. Si occupa inoltre di dar vita ad un osservatorio operativo atto a monitorare e contrastare la situazione di tali abusi.
L’associazione di Mutuo Soccorso per il Diritto di Espressione si prefigge di aiutare e sostenere le spese economiche di tutti coloro che hanno processi in corso per aver fatto parte di movimenti, di occupazioni o per essersi trovati a scontrarsi con le forze dell’ordine. Ci presenteranno il vademecum Stop al Panico! : “una ricognizione ragionata nelle trame del processo penale pensata per chi prende parte a manifestazioni di piazza e movimenti dal basso”.
Sarà una giornata a cui tutti noi isolan* teniamo moltissimo perché in questo momento storico è fondamentale essere consapevoli di quali siano i nostri diritti, come ci dobbiamo comportare di fronte alle forze dell’ordine, cosa costituisce reato e cosa no. È altrettanto importante conoscere e ricordare tutti coloro che hanno trovato la morte, gravi menomazioni e danni fisici e psicologici per mano del braccio armato dello stato ed essere consapevoli della portata di questo triste fenomeno.
Vi aspettiamo numerosi!

mercoledì 12 giugno dalle ore 18:00
Laboratorio L’Isola
via del Terrapieno, 22/B, 40127 Bologna

La società del controllo – Sherwood Festival 2019

Sicurezza, repressione e abusi

lunedì 24 giugno
ore 21:00
Sherwood Books & Media
Sherwood Festival

Intervengono:
Elena Guerra, sorella di Mauro Guerra, il 32enne di Carmignano di Sant’Urbano, ucciso da un colpo di pistola sparato da un carabiniere per difendere un collega, aggredito dal giovane nel tentativo di sottrarsi ad un TSO (trattamento sanitario obbligatorio)
Natalia Fuccia (Associazione Contro gli Abusi in Divisa – Onlus – ACAD)
Riccardo Bucci (Avvocato dell’associazione Alterego)

Presentano:
Irene Sandri (Collettivo SPAM)
Davide Drago (Radio Sherwood)

Siamo proprio sicuri che più polizia equivalga a più sicurezza?
Abbiamo pensato a quest’incontro proprio per confutare questa associazione tanto in voga in questi anni.
Dal Daspo come strumento di esclusione dagli stadi e dalle nostre città; dalla legittimità dei fermi e degli arresti; dal TSO alla violazione dei diritti; fino ad una riflessione sulla gestione repressiva dell’ordine pubblico.
Attraversando tutti questi punti vi accompagneremo nella riflessione su quelli che, a tutti gli effetti, possono considerarsi abusi di Stato.

Presentazione: La rabbia sul fondo/VLAD

Giovedi 30 maggio dalle 21:30 a Strike spa Roma presenteremo insieme all’autore la graphic novel “La rabbia sul fondo” di Daniele De Sando in arte The Sando e “V.L.A.D. Vademecum Legale contro gli Abusi in Divisa” insieme alle associazioni ACAD Associazione Contro gli Abusi in Divisa – Onlus e Alterego – Fabbrica dei diritti
Cena dalle 21:00 a cura di  Strakitchen Strikespa

La Rabbia sul Fondo: un titolo che apre un orizzonte su una riflessione che solo in profondità deve dirigersi. De Sando lo fa. Con una straordinaria economia di parole, Daniele rende empatico il.dolore del protagonista.
Non ci racconta il livido, ma la realtà del dolore che l’ha provocato.

Vlad, prova a ricostruire la normativa che riguarda identificazioni, perquisizioni, misure preventive e cautelari, all’interno del Vademecum trova spazio anche lo studio delle forme di auto-organizzazione. Perché tra gli strumenti di lotta oltre alla conoscenza dei nostri diritti deve trovar posto la conoscenza delle strutture che possiamo costruire e per mezzo delle quali possiamo difenderci sia da un punto di vista organizzativo (collettivi, associazioni e cooperative) sia da un punto di vista della comunicazione della lotta (social-media e giornalismo).
http://www.abusivlad.it/
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Dal 23 aprile Strike è sotto sgombero: insieme a altre 23 occupazioni abitative e non, è uno degli spazi liberati che vogliono cancellare da Roma. Non faremo un passo indietro per difendere questo spazio, perché sappiamo che è la nostra libertà a essere in gioco: la libertà di esprimerci, la libertà di creare conflitto, la libertà di immaginare una città diversa.
A voi chiediamo di continuare ad attraversare Strike e le sue iniziative con la consapevolezza che facendolo, state difendendo un luogo di Resistenza che è anche vostro.

✗ Iscriviti al canale Telegram “Centro Sociale Strike Casalbertone” per sapere quello che succede ✗

#StrikeNonSiTocca
#BeReadyForNoSgomberi

Strike Spazio Pubblico Autogestito Antifascista, Antirazzista, Antisessista

Presidio DEL Maggio

Sabato 25/5/19 dalle 14:30 sotto la casa circondariale di Viterbo
In solidarietà ai detenuti e ai loro familiari, perché parlare di carcere è sempre più necessario, per non lasciare sola/o nessuna/o, né dentro, né fuori.
Vi invitiamo tutte e tutti a portare il vostro contributo con musica, lettere e voci.
Noi porteremo casse e microfono per trasportare le nostre parole oltre le mura del mammagialla.

🚞-Dove
Strada Statale, Str. Santissimo Salvatore, 14/B, Viterbo.
🚗-Come arrivare in auto
dalla città di Viterbo percorrendo la Via Teverina verso verso Celleno – Bagnoreggio.
🚌-Con i mezzi
linea 5 Francigena trasporti città di Viterbo, 4 corse al giorno – 2 con destinazione Viterbo, 2 con destinazione Grotte, O, cotral via Diaz a 3 minuti da stazione p. Romana per Farnese o Bagnoreggio, scendi dopo 5 fermate Prvle Teverina e 3 km a piedi.

“Anche se voi vi credete assolti, siete per sempre coinvolti”

🔴Perché Viterbo?

Al Mamma gialla, secondo quanto scritto nelle lettere di seguito riportate, si sono consumati pestaggi e torture:

(Riportiamo stralci di lettere dei detenuti inviate a Patrizio Gonnella presidente di Antigone e pubblicate sul Manifesto).

“Mi hanno tenuto in mutande di inverno per giorni in una ‘cella liscia’ e sono stato preso a pugni, ho la testa piena di cicatrici”. “Hanno tre squadrette solo per menare i detenuti”. “Se dico qualcosa qua mi menano”. “Sempre più torno a convincermi di trovarmi in un mondo infernale. Si ricevono umiliazioni da parte delle guardie quando nelle perquisizioni che effettuano settimanalmente lasciano la tua cella sottosopra. La divisa che indossano dà loro un potere, non dà loro nessun onore e possono quindi infierire sul detenuto, come e quando vogliono, renderlo indifeso. Sono diverse le storie di percosse che han subito alcuni detenuti della mia stessa sezione e rimangono celate nel silenzio. Qui si vive con la paura individuale, il buio, gli incubi. Per ora ancora sopravvivo, ma quando uscirò da questa struttura lotterò perché la verità esca fuori”.
E ancora: “Sono stato malmenato dalle guardie, picchiato forte da farmi perdere la vista all’occhio destro. Un trauma alla testa per le pizze e i pugni che ho preso senza motivo, perché ho chiesto più volte all’appuntato di poter andare a scuola e le guardie mi rispondono: ‘A scuola non ci vai’. Io gli rispondo: ‘Fate i mafiosi con me senza motivo’. Passano quattro o cinque minuti e mi vengono ad aprire la cella. Mi portano per le scale centrali e lì hanno cominciato a picchiarmi forte tra calci, schiaffi, pugni e sono intervenuti altri con il viso coperto. Erano otto o nove. Mentre mi menavano dicevano: ‘Noi lavoriamo per lo stato italiano, negro di merda. Perché non torni al paese tuo?’”.