Polizia di stato o stato di polizia?

Questa è la risposta dello Stato alla libertà d’espressione.
Questo è quel che succede in seguito all’esposizione della foto di un ragazzo ucciso dalle stesse mani di chi oggi punisce questo gesto con 167€ di multa

Polizia di stato o stato di polizia?
(I fatti si riferiscono all’esposizione di alcune fotografie di Aldro da parte dei TORINO HOOLIGANS in occasione di Torino-Napoli in curva Primavera)
A Torino purtroppo la morsa repressiva si sta intensificando su chi, non allineato e non piegato ai ricatti di questure e società, ha contribuito al ricordo di Aldro.
Il Re è nudo!
Da parecchio tempo ci tocca ascoltare la barzelletta dell’ordine pubblico, ma cosa c’entri il viso di Federico con l’ordine pubblico dovrebbero spiegarcelo.
La risposta è NULLA!
Il vero obbiettivo di 1000 leggi e regolamenti di stadio è reprimere il diritto di dissentire, il diritto di critica. L’espressione libera del pensiero.
Certi signori sono terrorizzati dal viso di un ragazzo di 18 anni.
La sua memoria pesa come un macigno sulla loro coscienza e oggi continua a vivere nel cuore e nella lotta di coloro, che non possono accettare che la sua storia e quella di molti altri come lui venga dimenticata.
Sempre più si sente parlare delle Curve come palestra di repressione.
Ciò che li è stato sperimentato, lo abbiamo visto verificarsi anche altrove.
Talvolta può accadere che la macchina del fango e della violenza di Stato si inceppi.
I fattori umani non sempre sono prevedibili.
Proprio loro, gli ultras, i violenti, i primi da colpire. I primi con i quali testare le armi repressive. Proprio loro ovunque in Italia, hanno gridato mettendoci la faccia:
NOI NON ABBIAMO PAURA. FEDERICO ENTRA E CONTINUERA’ AD ENTRARE OVUNQUE!
Ce li immaginiamo furiosi, sorpresi, preoccupati nelle loro tristi stanzette buie dove si tessano le trame della violenza di Stato e le reazioni sono state convulse, sconsiderate, illogiche.
Tutto questo per noi è inaccettabile, non abbiamo ancora misura di quante multe arriveranno, ma dalle prime convocazioni in questura ,che comprendono anche una donna di 60 anni, possiamo immaginarci che si arriverà a colpire pesantemente i ragazzi della curva Primavera. Risponderemo con la stessa forza collettiva che ha mosso la campagna #FedericoOvunque e con l’ aiuto di tutti dimostreremo che le nostre armi sono più forti delle loro.
Niente fermerà la forza della verità e del ricordo.
#FedericoOvunque

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