Processo Traore: il 2 maggio la prima udienza a Palmi

Mercoledì 2 maggio, presso il Tribunale di Palmi, inizierà il processo per l’omicidio di Sekine Traorè, ucciso l’8 giugno 2016 nella Tendopoli di San Ferdinando, nel corso di un intervento dei Carabinieri. In quell’occasione, dopo una lite nella tenda adibita a bar, alcuni migranti avevano richiesto un intervento dei carabinieri per tranquillizzare un ragazzo.
Arrivarono sul posto 3 diverse pattuglie, 2 dei carabinieri ed una della polizia, per un totale di 6 agenti.
Nonostante la palese superiorità numerica (6 contro 1) Sekine venne ucciso con un colpo di pistola all’addome sparato da un carabiniere.
Dopo il rinvio a giudizio del carabiniere per eccesso colposo di legittima difesa, disposto un seguito all’udienza preliminare del 30 novembre scorso, mercoledì 2 maggio si terrà la prima udienza davanti al tribunale in composizione monocratica.
Il processo ha visto anche il riconoscimento di ACAD come parte civile.
Per mercoledì 2 maggio dunque saremo davanti al tribunale di Palmi per pretendere ancora verità e giustizia per Sekine Traore e per tutte le vittime di abusi da parte delle forze dell’ordine.
Sekine era un bracciante agricolo che aveva lasciato il suo paese in cerca di un futuro e che è finito ammazzato da un carabiniere in un ghetto di stato.
Per questi motivi il primo maggio saremo in piazza a Reggio Calabria insieme ai braccianti delle campagne del Sud e per le stesse ragioni ci appelliamo a tutte le realtà sensibili al tema e a tutte le realtà che operano nella piana al fianco dei braccianti, a partecipare al presidio previsto per le ore 9 del 2 maggio davanti al Tribunale di Palmi, in contemporanea alla prima udienza del processo.

ACAD – Associazione Contro gli Abusi in Divisa ONLUS

Adesioni (in aggiornamento):
Sportello Legale Autogestito – Lamezia Terme
Progetto Diritti
CoSMi (Comitato Solidarietà Migranti) – Reggio Calabria
CSC Nuvola Rossa – Villa San Giovanni
Campagna LasciateCIEntrare
La Kasbah – Cosenza
Potere al Popolo! – Calabria
Coordinamento Lavoratori Agricoli USB
Confederazione USB – Calabria
SOS Rosarno
Collettivo Autogestito Casarossa40 – Lamezia Terme
Associazione Culturale Cotroneinforma – Cotronei
Fuorimercato, autogestione in movimento
Diritti a Sud – Nardò
Sfruttazero

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Se ti uccide lo Stato chi è stato?

Dalle 18:00
Discussione con Checchino Antonini (giornalista), A.C.A.D. (Associazione Contro gli Abusi in Divisa), Rudra Bianzino (figlio di Aldo), Gennaro Santoro (Antigone), Rosso Fiorentino (regista indipendente), Giancarlo Castelli (giornalista) gli occupanti del Forte e chiunque voglia parteciparvi.
Proiezione del film FIGLI COME NOI e del corto Il Ragazzo Che Lottava Per I Marciapiedi
Live on stage GENTE DE BORGATA, ABAN, DJ GENGIS, POL G, BESTIE RARE + DJ AMARO

SE TI UCCIDE LO STATO,
CHI E’ STATO?

Venerdi 27 Aprile 2018 al CSOA FORTE PRENESTINO per ALDO BIANZINO.

E se ad ucciderti fosse proprio chi dovrebbe difenderti, a chi ti rivolgeresti?

Dieci anni dalla morte di Aldo Bianzino. Dopo aver passato tutti i gradi di giudizio previsti dalla giustizia italiana le sentenze espresse non hanno portato a nessuna verità né giustizia.
Rudra, figlio di Aldo, non ha intenzione di fermarsi e va avanti nella legittima richiesta di verità.
Lo fa per lui, lo fa per chi subisce una qualsiasi forma di abuso da parte dei rappresentanti dello Stato e perché episodi come questo non possano piu ripetersi.

Per fare ciò occorre un gran lavoro, la nomina di nuovi periti, un pool di avvocati ed ovviamente “del vil denaro”!
Venerdi 27 Aprile 2018 il CSOA FORTE PRENESTINO organizza una serata benefit per raccogliere fondi e per far conoscere il caso di Aldo Bianzino.

La serata verrà aperta dai racconti, dalle parole e dalle esperienze di chi in Italia per sua scelta o SUO MALGRADO si è trovato faccia a faccia con casi di “ordinaria” barbarie.
Chi si fa carnefice attraverso una divisa puo contare su un sistema di garanzia di impunità. Noi ci interrgohiamo sul perchè tutto questo venga permesso!

Abbiamo voglia di capire insieme agli altri come questo meccanismo possa essere non solo monitorato, ma definitivamente scardinato; siamo stanchi di questa macabra conta.

Alla discussione interverranno:
Checchino Antonini (giornalista),
A.C.A.D. (Associazione Contro gli Abusi in Divisa),
Rudra Bianzino (figlio di Aldo),
Gennaro Santoro (Antigone),
Rosso Fiorentino (regista indipendente),
Giancarlo Castelli (giornalista)
gli occupanti del Forte
e chiunque voglia parteciparvi.

A seguire PROIEZIONE del corto
Il Ragazzo Che Lottava Per I Marciapiedi – Regia Giancarlo Castelli, Rossella E Tiziano Scrocca (Italia 2017, 20’)
e del film
“FIGLI COME NOI” Autore e regista Rosso Fiorentino
Link al trailer: https://www.youtube.com/watch?v=WA_CJHUTe4c

Dopo la proiezione LIVE ON STAGE:
Aban
Dj Gengis
Gente De Borgata
Bestie Rare + DJ Amaro
Pol G outta Assalti Frontali
ORARI IN BREVE:

Apertura ore 18:00
Inizio del dibattito ore 19:00 Inizio delle proiezioni ore 22:00
Inizio dei live ore 24:00

L’INTERA INIZIATIVA SI SVOLGERÀ NELLA PIAZZA D’ARMI DI SINISTRA DEL CSOA FORTE PRENESTINO.

UN GRAZIE SENTITO A TUTTI QUELLI CHE PARTECIPERANNO ALLA SERATA, A CHI VERRÀ A RACCONTARE DELLE STORIE, A CHI SUPPORTA COL PROPRIO TEMPO, LA PROPRIA PASSIONE E LA PROPRIA ARTE I SINGOLI E LE REALTÀ CHE OGNI GIORNO LAVORANO AFFINCHÉ’ NESSUNO DEBBA MAI PIÙ’ RACCONTARE STORIE COME QUELLA DI ALDO.

C.S.O.A. Forte Prenestino
via Federico Delpino – Centocelle – Roma
Web: www.forteprenestino.net
Mail: segreteria@forteprenestino>.net
tram 5-19-14 – bus 542-544 – metro C: fermate Gardenie e Mirti

 

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L’OMICIDIO DI DAX E GLI ABUSI IN DIVISA

[15 anni dalla NOTTE NERA di Milano]

La notte del 16 marzo 2003 dopo l’omicidio di Davide Cesare, avvenuto per mano fascista, molti suoi compagni ed amici furono vittime all’ospedale San Paolo di violente cariche da parte di polizia e carabinieri.
Come riportano le testimonianze dei presenti “sono lunghi minuti di pura violenza poliziesca, durante i quali gli agenti, con manganelli, calci, pugni e mazze da baseball, si accaniscono sui ragazzi, spaccando teste, nasi, denti, braccia. Pestaggi, ragazzi immobilizzati a terra, ammanettati, sanguinanti“ trascinati nelle auto dei carabinieri.” Nelle cariche rimangono coinvolti anche semplici cittadini e pazienti presenti nel pronto soccorso. Gli infermieri sono increduli e attoniti di fronte a tanta ferocia ma si attivano subito per soccorrere i feriti.
La polizia tenterà di giustificarsi nei giorni successivi dicendo che i ragazzi accorsi all’ospedale volevano portare via la salma dell’amico e che “la carica fu fatta per riportare la calma tra i giovani che sia pur in un momento di dolore hanno occupato il pronto soccorso”. Nonostante la presenza di prove evidenti, come filmati amatoriali che hanno ripreso i pestaggi indiscriminati e le tante testimonianze rilasciate dal personale medico sanitario, il processo per i fatti del San Paolo si concluderà nel 2009. Per un carabiniere e due poliziotti accusati di porto d’arma impropria (una mazza da baseball tra le altre cose) e abuso d’uffici ci sarà piena assoluzione. Condanne invece a un anno e otto mesi per due dei compagni di Dax, accusati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Alla condanna penale si sommerà una multa per un totale di 130.000 euro tra spese processuali e risarcimenti.
Nel 2011 è cominciato il pignoramento di un quinto dello stipendio, tutt’ora in corso, ai danni di uno dei condannati.

[Stasera, come ogni 16 Marzo, Davide tornerà a vivere nelle vie del quartiere dove visse intensamente e fu ucciso con viltà.
Ore 20.30. Via Brioschi. Per non dimenticare]

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Rio, uccisa la consigliera che denunciava gli abusi di polizia

Marielle Franco, femminista e militante del Psol e consigliera comunale a Rio uccisa col suo autista: aveva appena denunciato la violenza della polizia nelle baraccopoli
di Checchino Antonini

E’ morta Marielle Franco, consigliera comunale del Psol a Rio: aveva appena denunciato, sabato scorso, le brutalità della polizia militare brasiliana nell’Iraja, nelle baraccopoli dove la polizia e gli squadroni della morte scorazzano, ed è stata uccisa con le modalità tipiche dell’esecuzione.molto attiva contro le diseguaglianze e la violenza nelle favelas carioca. Marielle, 38 anni, è stata uccisa con quattro colpi di pistola alla testa: una vera esecuzione. I sicari hanno anche ucciso il suo autista e ferito lievemente una sua assistente, che si trovava al suo fianco sul sedile posteriore dell’auto. La polizia ha rinvenuto sul luogo del duplice omicidio 9 bossoli. La vittima aveva partecipato ad un evento in sostegno delle giovani donne nere delle favelas. Il giorno prima di essere uccisa, Marielle aveva scritto sul suo profilo Twitter: «Ancora un omicidio che potrebbe entrare nel conto di quelli compiuti dalla polizia militare. Matheus Melo stava uscendo dalla chiesa. Quanti altri devono morire prima che finisca questa guerra?». La giovane consigliera aveva anche criticato pesantemente l’operato della polizia militare nelle favelas di Rio, definendo il corpo speciale incaricato per queste operazioni «battaglione della morte, che uccide i nostri giovani».
Marielle era uscita da un evento politico (“Jovenes negras moviendo la estructura”) quando, nelle vicinanze della sede del Comune, sono stati esplosi numerosi colpi di pistola da un’automobile che ha affiancato il suo veicolo. Gli assassini si sono dati poi alla fuga. Nel febbraio scorso era entrata a fare parte della commissione comunale che monitorava l’intervento delle Forze Armate nella città, voluto dal Presidente golpista Temer. Solo 3 giorni fa, Marielle aveva denunciato il coinvolgimento di alcuni elementi della polizia di Rio negli omicidi di alcuni giovani della città.
Il 16 febbraio, il governo federale brasiliano, quello guidato dal golpista Temer, ha dato carta bianca alla polizia locale di Rio in una fase di particolare violenza delle bande. Finora non ci sono indicazioni di miglioramento della sicurezza in città.
Il PSOL (Partito del Socialismo e Liberdade), aderente alla IV Internazionale come l’italiana Sinistra Anticapitalista) denuncia con dolore l’omicidio politico di Marielle Franco, consigliera comunale di Rio de Janeiro. «Marielle aveva appena denunciato l’azione brutale e truculenta della Polizia Militare del 41° distretto, nell’Irajá, favela di Acari», ribadisce il comunicato che esprime anche i sospetti sull’azione criminale.
La notizia compare anche nell’edizione internazionale del Guardian che correda la pagina con un pezzo su come il ruolo crescente dei militari del Brasile nella repressione alimenta, in realtà, i timori dei poveri. Richard Nunes, capo della sicurezza pubblica di Rio, ha detto che ci sarà una “investigazione completa”. Il ministro della sicurezza pubblica del Brasile, Raul Jungmann, ha detto che la polizia federale aiuterà a indagare sulla sua uccisione.
Due funzionari della polizia hanno riferito all’Associated Press che due uomini in auto hanno sparato nove colpi contro il veicolo che trasportava la popolare consigliera di 38 anni e il suo autista, Anderson Pedro Gomes. Un funzionario della stampa sul sedile posteriore è rimasto ferito, ma è sopravvissuto. Perché era Marielle l’obiettivo dei killer, cinque dei nove colpi hanno raggiunto il suo corpo. Una donna femminista di colore che aveva conquistato il quinto voto più alto tra i membri del consiglio comunale quando è stata eletta nel 2016. Lottava contro gli abusi di polizia e per i diritti della comunità Lgbt.
Partecipava alla Marcia Mondiale delle Donne Nere (un quarto del proletariato brasiliano) ed era responsabile della commissione di inchiesta sulla violenza perpetrata dall’esercito e dalla polizia contro i giovani afro-discendenti. Franco era anche conosciuta per il suo lavoro sociale negli slum dov’era nata e vissuta. Era al suo primo mandato in carica. Il suo partito ha annunciato una marcia venerdì per protestare contro la violenza a Rio. Migliaia di persone hanno partecipato ai funerali. In molte città del Brasile e al WSF, il social forum mondiale in corso a Salvador, si stanno raduni «per chiedere che venga fatta tutta la luce su questa sommaria esecuzione di un attivista che non ha mai smesso di combattere la militarizzazione della città imposta dal governo golpista di Michel Temer», fa sapere il militante svizzero Paolo Gilardi.
Uno degli articoli più recenti di Marielle è “O novo semper vem” che ripercorre la lotta dal 1975 per i diritti sociali delle donne nere è stato pubblicato da Le Monde diplomatique. Può anche essere consultato, in portoghese sul sito del PSoL.
« In tutto il mondo lo è, ma lo è ancor di più in un Paese che sta vivendo una reazione particolarmente violenta da parte di un governo putschista che ha la ricetta di sempre per affrontare i gravissimi problemi sociali che vive il paese: legge e ordine – così scrive Antonello Zecca nell’articolo che il sito di Sinistra Anticapitalista dedica alla compagna trucidata – sei un abitante delle favelas di Rio de Janeiro? Bene, allora devi mettere nel conto di finire abusato, torturato, ammazzato dalle forze dell’ordine (loro), perché il fatto stesso di abitare quei luoghi è indice di potenziale criminalità e pericolo per la società. Insomma, un problema da risolvere per le vie spicce».
L’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha duramente condannato l’omicidio della consigliera comunale di sinistra di Rio de Janeiro, Marielle Franco, ed ha chiesto al governo e alle forze armate di «rendere conto alla popolazione» su quanto accaduto. «Tutto ciò è abominevole, esigiamo che il governo di Rio e le forze armate rendano conto alla società, trovando i colpevoli. Se è stata la polizia, sarà ancora più facile scoprirli. Ci vuole molta solidarietà per sconfiggere questa violenza», ha detto Lula. L’ex presidente ha poi definito la giovane consigliera comunale assassinata «una politica coraggiosa».
«Questi nuovi omicidi si inquadrano nel momento politico che vive in Brasile dopo il Golpe di Temer contro la legittima Presidente Dilma Rousseff – scrive Marco Consolo, responsabile Esteri del Prc -un golpe fortemente voluto dalle oligarchie politiche e padronali, alleate all’imperialismo statunitense, con l’obiettivo di restaurare i modelli neo-liberisti di esclusione sociale e di sfruttamento delle risorse naturali. Parte del golpe è anche il tentativo di impedire la candidatura presidenziale dell’ex-Presidente Lula alle prossime elezioni».

Da popoffquotidiano.it

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